L'esperto risponde

L'ESPERTO RISPONDE

Tonno Moro da il via all'operazione "L'esperto risponde" con l' Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica ONLUS.

Per il sesto anno consecutivo Tonno Moro rinnova l'accordo con ADI, attraverso la sua linea al naturale, pensata per chi è attento al benessere e alla corretta alimentazione.
Qui sotto le vostre domande al quale il medico associato ADI risponde.

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ti risponderemo in questa pagina

Paola, Roma - Conosce un laboratorio per effettuare il breath test al lattulosio nella regione Marche?

Risposta: Il test si può effettuare presso la Clinica di Gastroenterologia degli Ospedali Riuniti di Ancona.

Elisa, Udine - Amo mangiare il tonno all'olio di oliva extra vergine. Di solito apro la scatoletta strizzo il tonno lasciando andare via l'olio. La mia domanda è: è tanto diverso mangiarlo invece che al naturale aggiungendoci poi l'olio? Dove sta la differenza?

Risposta: Non ci sono molte differenze, se non che in quello sott'olio tende a trattenere comunque più olio anche se strizzato.

Anna, Milano - Ho la possibilità di portare il pranzo in ufficio. Qual è la dose di tonno adeguata per un pasto e a quali pietanze devo accompagnarlo per ottenere un piatto bilanciato?

Risposta: Una scatoletta da 80 g -120 g una o due volte a settimana.

Eliana, Firenze - Può esserci una correlazione tra consumo di tonno in scatola e ritenzione idrica?

Risposta: Il tonno al naturale se è conservato in salamoia contiene più sale e può favorire la ritenzione idrica; se il tonno è cotto tipo al cartoccio mantiene il sapore e non necessita di sale in aggiunta, e dunque non favorisce la ritenzione idrica.

Monica, Genova - Mio figlio è in sovrappeso e il pediatra mi ha consigliato di inserire più pesce azzurro nella sua dieta. Avendo un lavoro a tempo pieno non sempre riesco ad acquistare pesce fresco. Posso utilizzare in alternativa quello in scatola? Tra le diverse varietà sul mercato devo prediligere quello al naturale? E' vero che è il più povero di grassi?

Risposta: E' possibile utilizzare il pesce in scatola, scegliendo possibilmente il tonno sott'olio extravergine o al naturale aggiungendo poi olio di oliva extravergine. Il contenuto maggiore di grassi è dato dall'olio in cui è conservato.

Chiara, Savona - Quali sono gli alimenti più indicati nell'alimentazione delle donne in gravidanza? Si può mangiare tonno in scatola?

Risposta: La donna in gravidanza deve seguire un'alimentazione variata e bilanciata, non esistono controindicazioni al consumo di tonno in scatola.

Valeria, Torino - È vero che gli Omega 3 contenuti nel pesce aiutano a prevenire l'ipertensione e le altre malattie cardiache e che questi acidi grassi si trovano in quantità maggiore nel pesce in scatola piuttosto che in quello surgelato?

Risposta: Gli acidi grassi omega 3 sono utili nella prevenzione della patologie cardiovascolari e dunque anche dell'ipertensione. Non ci sono differenze significative tra il contenuto di omega 3 del tonno in scatola e quello surgelato.

Luca, Genova - Da qualche mese ho scoperto di soffrire di ipercolesterolemia e che il mio disturbo non è legato a fattori ereditari. Il pesce può aiutarmi ad abbassare la quantità di colesterolo presente nel mio sangue?

Risposta: Il tonno contiene molti acidi grassi polinsaturi (omega 3) che aiutano ad abbassare i valori di colesterolo, è dunque indicato nelle dislipidemie.

Alessandra, Padova - Qual è la dose raccomandata di pesce alla settimana? È vero che si può mangiare con più frequenza rispetto alla carne?

Risposta: Il pesce deve essere consumato almeno 2-3 volte a settimana e con maggiore frequenza rispetto alla carne rossa.

Fabio, L'Aquila - Come posso conservare il tonno in scatola una volta aperto? Se non prevedo di consumarlo entro pochi giorni posso congelarlo?

Risposta: Una volta aperto può essere conservato riponendolo in un altro contenitore in policarbonato, inox, vetro, plastica chiudendolo con coperchio o con la pellicola trasparente e va poi conservato in frigo, per consumarlo entro 2-3 giorni.

Carla, Roma - Quali i contenitori più sicuri e integri presenti nella grande distribuzione? Pack in latta, il nuovo tetrapack o il vaso vetro? Cosa cambia in termini qualitativi sui contenuti proteici?

Risposta: Il vetro è sempre sicuramente il contenitore più sicuro. Non ci sono delle alterazioni sul contenuto proteico tra un contenitore e l?altro.

Francesca, Bologna - A volte uso il tonno in scatola per ricette e lo cucino. In questo mondo la carne perde le proprie prerogative o le mantiene?

Risposta: Il tonno in scatola è già cotto generalmente attraverso cotture, tipo al vapore, che mantengono le proprietà nutrizionali; un'ulteriore cottura tende a degradare maggiormente le proteine, è dunque preferibile inserirlo in ricette senza sottoporlo ad ulteriori cotture.

Matilde, Ferrara - Il tonno in scatola può sostituire l'apporto del pesce fresco all'interno della mia dieta tipicamente mediterranea?

Risposta: I valori nutrizionali del tonno in scatola non si discostano particolarmente da quelli del tonno fresco, e può pertanto essere inserito all'interno della mia dieta mediterranea.

Marco, Como - Qual è la differenza in termini qualitativi e di apporto calorico confrontando il consumo di filetti interi, tranci o briciole di tonno?

Risposta: Non c'è una differenza sostanziale tra filetto e trancio di tonno da un punto di vista qualitativo; il filetto di tonno apporta circa 197 calorie per 100 g, mentre il trancio, inteso come il pezzo intero di tonno, ne apporta circa 193 calorie per 100 g, le briciole di tonno invece sono i pezzi piccoli e meno facili da reperire sul mercato, vengono usati per lo più per ricette di pasta, possono apportare qualche caloria in più perché sbriciolato tende a assorbire più olio.

Paola, Chieti - Un osteopata ha scoperto che la mia digestione è lentissima, per questo mi gonfio enormemente dopo ogni pasto.
La mia è una sana alimentazione e l'alimento che consumo di più sono di certo le verdure.
Quali verdure mangiare e quali evitare per non aumentare il gonfiore?E quali alimenti, e bevande, in generale vanno evitati per questo tipo di problema?

Risposta: Un'alimentazione ricca in verdure può provocare meteorismo addominale per un sovraccarico di fibre. Vi sono alcuni tipi di verdure come l'insalata e il radicchio che possono provocare maggiormente gonfiore addominale in quanto ricche di cellulosa, ma anche altre verdure come cetrioli, peperoni, sedano, rape, cavoli vanno per lo meno limitati. Per il pomodoro esiste una tolleranza individuale. Vanno evitati altresì aglio e cipolla come pure tutti i legumi. Bevande gassate e acqua gassata vanno evitate. E' utile anche masticare lentamente per evitare eccessivamente introduzione di aria durante la masticazione veloce. Tuttavia il gonfiore addominale può essere anche il sintomo di malattie come la sindrome dell'intestino irritabile e la celiachia per cui tali patologie vanno indagate per essere escluse. In tutti i casi di gonfiore addominale persistente sarebbe poi utile effettuare un breath test al lattosio e un breath test al lattulosio per escludere rispettivamente una intolleranza al lattosio e una possibile contaminazione del tenue.

Giuseppe, Ancona - Il tonno può essere inserito anche nella dieta di una persona ipertesa o ci sono delle controindicazioni?

Risposta: Il tonno che può essere tranquillamente utilizzato nell'alimentazione di un soggetto iperteso.

Sonia, Alessandria - Quanto è l'apporto di Omega 3 all'interno di una scatoletta di tonno?

Risposta: Una scatoletta di tonno sott'olio sgocciolato da 100 g contiene 0.2 g circa di omega 3. (tabelle INRAN)

Giovanni, Napoli - Quante calorie risparmio consumando tonno al naturale rispetto al tonno sott'olio?

Risposta: Il tonno sott'olio sgocciolato contiene circa 192 calorie per 100 g, mentre 100 g di tonno al naturale apporta circa 103 calorie; un risparmio di 90 calorie.

Tiziana, Siena - Posso utilizzare l'olio della scatoletta per condire l'insalata con cui consumo lo stesso tonno o è preferibile usare altro olio crudo?

Risposta: Spesso come conservante viene usato l'olio di oliva, è comunque preferibile sgocciolare e mettere nuovo olio extravergine di oliva a crudo.

Daniela, Asti - Se non consumo subito il tonno la carne diventa in breve tempo scura. E' possibile consumarlo o è meglio aprire un'altra scatola?

Risposta: Il tonno tende a diventare scuro perché si ossida l'olio e diventa rancido, è preferibile quindi aprire una nuova scatola se si lascia aperto per alcuni giorni, soprattutto per il rischio di una cattiva conservazione.

Alberto, Genova - Il tonno in scatola ha una scadenza di circa 5 anni. Cosa succede se lo consumo a data di scadenza già passata?

La data di scadenza è indicativa non accade nulla se viene consumato un po' dopo la data indicata.

Sara, Roma - Quale la composizione di un tonno in scatola sott'olio? E al naturale?

Risposta: Tonno sott'olio: carboidrati 0; proteine 23,5 g; grassi 18,5 g; acqua 54,6 g; colesterolo 65 mg; sodio n.d.; Tonno al naturale: carboidrati 0; proteine 20 g; grassi 2,6 g; acqua 61,5 g; colesterolo 63 mg; sodio 390 mg.

Francesca, Roma - Quante volte è consigliabile introdurre il tonno in scatola nel mio regime dietetico settimanale per un regolare apporto calorico?

Risposta: Una scatoletta da 120 g può essere inserita due volte a settimana.

Paolo, Cagliari - C'è un limite massimo di assunzione di tonno?

Risposta: Non c'è nessun limite anche se è importante variare.

Maurizio, Catania - Come faccio a scoprire se sono allergico o intollerante al Tonno? Quali le principali controindicazioni?

Risposta: Le manifestazioni cliniche riguardano soprattutto l'apparato respiratorio; rari i casi di shock anafilattico. Talora può trattarsi di reazioni di tipo tossico o pseudoallergiche, in quanto molti pesci contengono sostanze che provocano liberazione di istamina o contengono essi stessi elevate quantità di istamina. Le manifestazioni cliniche dell'intossicazione riguardano l'apparato gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea) il sistema nervoso centrale (vertigini, cefalea), la cute (rush); raramente si osservano disturbi respiratori e ipotensione. L'inizio della sintomatologia è rapido (20-30 minuti dall'assunzione dell'alimento) e i disturbi, abitualmente di lieve entità, si risolvono generalmente in breve tempo; solitamente durano meno 24 ore. La causa più frequente di intossicazione da istamina va ricondotta alla mancata applicazione delle norme igieniche e alla non corretta conservazione del prodotto nelle fasi di distribuzione e di somministrazione. Una buona igiene e la refrigerazione sono fondamentali accorgimenti per il controllo dello sviluppo dei microrganismi.
Le controindicazioni nell'assunzione sono date da allergia nota.